San Nicola di Mira: patrono, carità e difesa della fede
La chiesa è dedicata a San Nicola di Mira, figura centrale della cristianità orientale e occidentale. Vescovo di Mira nel IV secolo, San Nicola è venerato come difensore della fede, protettore dei poveri e modello di carità cristiana.
La sua fama è legata sia ai gesti di misericordia verso i bisognosi sia al ruolo teologico svolto durante il Concilio di Nicea del 325, dove si oppose con fermezza all’eresia ariana, difendendo la dottrina della divinità di Cristo. Questa duplice dimensione – pastorale e dottrinale – è fortemente presente nelle opere d’arte conservate nella chiesa di Prossedi.
Architettura e assetto interno
L’edificio presenta un impianto a navata unica, semplice e raccolto, tipico delle chiese medievali di ambito urbano. Il presbiterio è sopraelevato e separato dall’aula da una elegante balaustra marmorea, elemento che sottolinea la sacralità dello spazio liturgico.
La luce naturale, filtrando dal rosone e dalle finestre laterali, contribuisce a creare un’atmosfera intima e meditativa, coerente con la funzione devozionale e comunitaria della chiesa.
Il portale gotico del XIV secolo
Uno degli elementi di maggior pregio della Chiesa di San Nicola è il portale marmoreo del XIV secolo, autentico capolavoro di stile gotico-cistercense.
La struttura presenta:
- cimasa a profilo rettilineo decorata con motivi a fogliame
- capitelli finemente scolpiti
- colonnine spezzate con rilievo centrale sagomato
L’arco a sesto ogivale è arricchito da gole decorate con rosette e figure apotropaiche, mentre lungo gli stipiti si osservano mensole ornate anch’esse a fogliame. Sopra il portone ligneo è collocato un bassorilievo policromo di San Nicola, raffigurato in abiti vescovili con la mano alzata in segno di benedizione.
Quest’opera è registrata nel Catalogo della Soprintendenza alle Gallerie del Lazio, riconoscendone ufficialmente il valore storico-artistico.
Il rosone medievale
Al centro della facciata, sopra il portale, si apre un rosone del XIV secolo ad archetti intrecciati. È composto da otto colonnine – quattro tortili e quattro lisce – che convergono verso una rosa centrale.
Per tipologia e linguaggio formale, il rosone richiama quello dell’Abbazia di Valvisciolo, seppur in una versione più semplice e raccolta. La luce che filtra attraverso questa apertura illumina l’aula rettangolare, contribuendo alla suggestione dell’ambiente sacro.
Anche questo elemento architettonico è riconosciuto nel Catalogo della Soprintendenza, quale parte integrante del patrimonio storico di Prossedi.
San Nicola difensore della fede
Tra le opere pittoriche spicca il dipinto di San Nicola di Mira, raffigurato con i paramenti episcopali e la mano destra alzata in gesto benedicente. Nella sinistra stringe un cartiglio con l’iscrizione latina:
“ARIO ET OMNIBVS EIVS PIN. FAVT. ANATH.”
(Ario e tutti i suoi seguaci siano anatema).
Il riferimento è diretto alla condanna dell’arianesimo al Concilio di Nicea. Ai piedi del santo compaiono le tre sfere dorate, simbolo della leggenda delle tre doti donate a tre fanciulle povere. Nonostante le abrasioni del tempo, l’opera conserva una forte intensità devozionale e catechetica.
Maria Santissima Avvocata Nostra e il miracolo
Accanto all’altare è conservata la tela di Maria Santissima Avvocata Nostra, conosciuta anche come Madonna di Vicovaro, fulcro della devozione mariana di Prossedi.
Nel luglio 1863, a Vicovaro, l’originale dell’immagine mosse gli occhi. Pochi mesi dopo, il sacerdote senese don Gaspare Olmi, allora a Prossedi, commissionò una copia per la Chiesa di San Nicola. Il 6 giugno 1864, davanti ad alcuni fanciulli in preghiera, anche la tela di Prossedi ripeté il prodigio. Le campane suonarono a festa e l’intera comunità accorse commossa.
Il culto si radicò profondamente, tanto che nel 1964 Papa Paolo VI concesse l’incoronazione dell’immagine con corona d’oro, riconoscendone ufficialmente l’importanza spirituale.
Madonna col Bambino
Il dipinto raffigura la Madonna in trono con il Bambino Gesù, affiancata da figure di forte valore simbolico. A sinistra compare San Giuseppe con il bastone fiorito; a destra una santa donna, forse Sant’Anna o Santa Elisabetta, tiene un libro, richiamo alla Sapienza divina.
Un angelo, dall’alto, porge una corona alla Vergine, mentre ai piedi del trono l’iscrizione “Ave Maria” invita alla preghiera popolare. Il paesaggio retrostante contribuisce a dare profondità e solennità alla scena.
Le lapidi commemorative
All’interno della chiesa sono conservate importanti lapidi storiche.
La lapide di don Angelo Marchioni, canonico del Collegio dei Padri, ricorda un sacerdote esemplare, morto il 27 dicembre 1826 all’età di 70 anni, dopo una vita dedicata alla predicazione, alle confessioni e al culto mariano. Fu posta per volontà del principe Placido Gabrielli.
Un’altra lapide commemora don Enrico Cataldini, parroco di Belfiore, originario della Toscana, rifugiatosi a Prossedi in tempi difficili. Morì l’11 luglio 1864, a soli 45 anni, lasciando un profondo ricordo di santità e dedizione pastorale.
Altre opere devozionali
La chiesa conserva inoltre:
- il dipinto della Madonna col Bambino e San Francesco, che sottolinea il legame tra umiltà francescana e grazia mariana
- una maestosa statua del Sacro Cuore di Gesù, collocata in un’edicola decorata con colonne tortili dorate, simbolo della misericordia e dell’amore redentore
Queste opere testimoniano la stratificazione della devozione popolare tra XIX e XX secolo.
Il virtual tour della Chiesa di San Nicola
All’interno del portale Cultura Locale Prossedi, la Chiesa di San Nicola è oggi fruibile anche attraverso un virtual tour immersivo a 360°, progettato per documentare e valorizzare uno dei luoghi più antichi e simbolici del borgo.
Il virtual tour permette di esplorare gli spazi interni ed esterni, osservare nel dettaglio il portale gotico, il rosone medievale, le opere pittoriche, le lapidi e i luoghi legati al culto della Madonna Avvocata Nostra. I punti informativi accompagnano il visitatore in un percorso di conoscenza storica, artistica e devozionale.
Questo strumento digitale risponde a finalità documentarie, didattiche e divulgative, rendendo accessibile il patrimonio anche a distanza e contribuendo alla conservazione della memoria storica e spirituale di Prossedi.