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Il monumento del 1727 che ricorda la visita di Papa Benedetto XIII e la politica del marchese De Carolis

La Fontana dei Papi è uno dei simboli storici più riconoscibili di Prossedi. Situata lungo l’antica strada Marittima, la fontana fu realizzata nel 1727 per volontà del marchese Livio De Carolis, che l’anno precedente aveva acquistato il feudo dalla famiglia Altieri. La sua costruzione è strettamente legata a un evento eccezionale: la visita di Papa Benedetto XIII, che volle recarsi a Prossedi il 23 maggio 1727.

Nata per commemorare quel giorno, la Fontana dei Papi è molto più di un’opera idrica: è un monumento celebrativo che intreccia fede, potere, infrastrutture e vita quotidiana, raccontando come un piccolo borgo potesse diventare teatro di un avvenimento capace di segnare la memoria collettiva.

Il contesto storico: l’arrivo del pontefice e la “strada impraticabile”

Le cronache del tempo descrivono un viaggio solenne e impegnativo. Il Papa partì da Frosinone con un corteo imponente, composto – secondo la tradizione – da 92 calessi, affrontando inizialmente un tratto di strada sconnesso e impervio.

Proprio qui si inserisce la scelta politica del marchese Livio De Carolis: una volta acquistato il feudo, egli finanziò lavori importanti per rendere il percorso carrozzabile, migliorandolo con spianamenti, tagli nella roccia e interventi di sistemazione. Giunto ai confini di Prossedi, il cammino divenne più agevole e il pontefice fu accolto con grande festa.

Durante la visita, Benedetto XIII celebrò la Messa nella Chiesa di Sant’Agata e impartì la benedizione a una popolazione numerosa, accorsa anche dai paesi vicini. L’evento, oltre al suo valore spirituale, costituì un momento di forte rappresentazione pubblica: un pontefice in visita significava prestigio, riconoscimento e centralità.

Una fontana come gesto politico e monumento di memoria

La Fontana dei Papi venne costruita per commemorare la visita e rendere permanente il segno di quell’avvenimento. In questo senso, il monumento è anche un atto di legittimazione del nuovo potere feudale: Livio De Carolis, da poco proprietario del marchesato, utilizza l’opera per mostrare:

  • capacità di investimento sul territorio
  • attenzione all’accoglienza e all’ordine pubblico
  • legame con l’autorità religiosa più alta

Il gesto non fu quindi solo ospitalità, ma una strategia di prestigio e identità: la fontana diventa il punto in cui Prossedi “scrive” la propria storia dentro la grande storia.

fontana dei papi a prossedi

Architettura barocca e organizzazione della struttura

Dal punto di vista formale, la Fontana dei Papi si presenta come una composizione di gusto barocco, impostata su un grande prospetto scenografico. L’elemento centrale è un’ampia epigrafe in latino, incorniciata da una complessa modanatura, mentre ai lati emergono due paraste che culminano con sfere marmoree, elemento ornamentale e di equilibrio visivo.

L’acqua fu condotta da sorgenti del monte e convogliata verso la cannella principale, collocata alla base dell’epigrafe, da cui alimentava la vasca maggiore. In epoche successive furono aggiunte anche due vasche laterali più piccole, ampliando la funzionalità dell’opera.

L’epigrafe latina: la “storia scolpita” della Fontana dei Papi

Il cuore documentario del monumento è l’epigrafe, che ricorda la visita di Benedetto XIII e celebra l’intervento di Livio De Carolis nel rendere percorribile la strada prima impraticabile. Il testo sottolinea:

  • la condizione originaria del percorso (“del tutto impraticabile”)
  • i lavori di taglio della roccia e sistemazione
  • la conduzione delle acque sorgive
  • la nobilitazione del luogo grazie al passaggio del pontefice
  • l’opera compiuta “con diligenza e a proprie spese” dal marchese

In altre parole, la fontana è concepita come un monumento-iscrizione: una narrazione pubblica in pietra che unisce infrastrutture, devozione e autorità.

Stemmi araldici: il potere religioso e quello feudale

Sopra l’epigrafe si eleva un fastigio sommitale decorato con tre stemmi, veri segni araldici di appartenenza e gerarchia.

  • Al centro: lo stemma papale di Benedetto XIII, con tiara pontificia e chiavi di San Pietro, simbolo dell’autorità universale della Chiesa.
  • A sinistra: lo stemma vescovile di M.P. De Carolis, che richiama la dimensione ecclesiastica legata alla famiglia.
  • A destra: lo stemma del marchese Livio De Carolis, già nel XVIII secolo risultava perduto, probabilmente rimosso dai proprietari successivi del feudo.

La presenza degli stemmi rende la fontana un dispositivo di rappresentazione: non solo acqua, ma politica visibile, memoria istituzionale e identità locale.

Una fontana “di comunità”: lavatoio e abbeveratoio

Oltre al significato celebrativo, la Fontana dei Papi ebbe una funzione pratica di grande importanza. La vasca maggiore, infatti, fu utilizzata:

  • come lavatoio dalle donne del paese
  • come abbeveratoio da mandriani e viandanti

Questa dimensione quotidiana completa il valore del monumento: la stessa opera che celebra un papa diventa parte integrante della vita del borgo, luogo di incontro, lavoro e passaggio. È qui che memoria “alta” e storia “bassa” si sovrappongono, rendendo la fontana un autentico archivio sociale.

Il valore culturale della Fontana dei Papi oggi

Oggi la Fontana dei Papi continua a essere un segno identitario forte per Prossedi. Ricorda un evento eccezionale – la visita del pontefice – ma soprattutto racconta:

  • l’importanza delle vie di collegamento storiche
  • la relazione tra potere feudale e autorità religiosa
  • l’incontro tra rappresentazione pubblica e uso quotidiano
  • la capacità del borgo di trasformare un avvenimento in memoria duratura

Nel contesto del portale Cultura Locale Prossedi, la fontana è un nodo fondamentale del racconto storico del paese, perché restituisce in un solo monumento il legame tra storia, architettura, epigrafia e comunità.

Il virtual tour nel portale Cultura Locale Prossedi

All’interno del portale Cultura Locale Prossedi, la Fontana dei Papi è documentata anche tramite virtual tour immersivo a 360°, che permette di osservare da vicino la struttura, l’epigrafe latina, i dettagli decorativi e l’impianto delle vasche.

Il percorso digitale supporta finalità documentarie, didattiche e divulgative, offrendo uno strumento utile a cittadini, scuole, studiosi e visitatori per comprendere il valore storico del monumento e il contesto della visita di Papa Benedetto XIII del 23 maggio 1727.

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